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Esobiologia

Intelligenze extraterrestri all’interno dei nostri nucleoni?

Un ricercatore afferma che la vita di un altro pianeta debba essere ricercata dentro e non fuori delle nostre possibilità.

Il paradosso di Fermi” è la contraddizione che anche se ci sono teorie che dicono che c’è vita intelligente nell’Universo, gli esseri umani non hanno mai avuto contatti con una intelligenza extraterrestre.

Per alcuni ricercatori, questo fallimento si deve ad un riflesso di forma con cui guardiamo la questione, proiettando i nostri paradigmi esistenziali. Per Hugo de Garis, ricercatore che si occupa di intelligenza artificiale, antiche civiltà extraterrestri potrebbero aver sfruttato le potenze di calcolo della materia subatomica diffondendosi negli elementi per formare una rete complessa di tecnologia vivente, su scala ridotta e molto più efficiente rispetto alla colonizzazione di pianeti con ingombranti navi spaziali.

De Garis parla del suo X-Tech (tecnologia extraterrestre atomica), che fornisce una possibile soluzione al Paradosso di Fermi. Forse non vivono al di fuori su altri pianeti, ma esistono all’interno degli atomi e delle particelle. Forse dovremmo cercarli dentro delle particelle elementari considerando che queste creature attive, a queste piccole scale, potrebbero funzionare molto più velocemente, con maggiore densità e rendimenti più elevati. Forse abbiamo bisogno di un cambiamento di paradigma, dallo spazio esterno a quello interno, dal SETI al SIPI (Search for Infra Particle Intelligence).

Le iper-intelligenze che sono miliardi di anni più vecchie di noi nel nostro Universo (che è circa tre volte più vecchio del nostro Sole) probabilmente si sono ridotte di dimensioni per raggiungere livelli più elevati di rendimento. Intere civiltà potrebbero vivere in volumi di dimensioni pari a quella di un nucleone (particella subatomica componente del nucleo atomico) o più piccolo.

Esiste quindi la possibilità, anche se questo non viene però menzionato da De Garis, che queste intelligenze extraterrestri si siano diffuse attraverso dei microrganismi come virus e batteri. Questo, soprattutto considerando che è del tutto possibile che la vita abbia avuto inizio sul nostro pianeta attraverso microrganismi provenienti dalle stelle.

Perché non pensare che una civiltà extraterrestre si sia inseminata all’interno di noi? Quale modo migliore per controllare chi sta dentro di noi? Risulta comunque eccessivo, ma non del tutto implausibile, pensare che esista una rete di intelligenza batterica o virale che calcola informazioni in modo distribuito, un passo oltre la “mente globale” preumana dei batteri che fu abbozzata da Howard Bloom.

Traduzione e adattamento tramite Google Translation.

Fonte (link)

Chi è Hugo de Garis (link)

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