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Una nuova interpretazione per il “caso Calgary” del 1967

Dei 35 casi fotografici esaminati dalla controversa Commissione Condon, presieduta dal fisico Edward Condon e che fu “sponsorizzata”, a fine anni 60 del Ventesimo secolo, dalla U.S. Air Force per dare una risposta definitiva al problema UFO, solo due di queste furono giudicate di “prima priorità” e che – in via ipotetica – ciò poteva stabilire l’esistenza dei cosiddetti “piatti o dischi volanti”.

Uno di questi era stato denominato il “caso Calgary”, il quale entusiasmò così tanto il dottor Joseph Allen Hynek, uno dei padri dell’ufologia scientifica, il quale affermò che si trattava “della migliore fotografia di un disco diurno che abbia mai personalmente investigato“.

UFO Calgary 1

UFO Calgary 2

Entriamo nel merito. Tutto avvenne il giorno 3 luglio del 1967 presso Calgary (Alberta). Erano le ore 17:30 e Warren Smith e due suoi amici tornavano in auto verso casa, localizzata a circa cinquanta chilometri a sud ovest, attraversando un’aspra boscaglia. Improvvisamente il più giovane del gruppo indicò quello che, a prima vista, sembrava essere un aeroplano. Secondo ciò che fu detto, il presunto aeromobile si trovava a oltre 3 chilometri di distanza da loro e a circa 610 metri d’altezza e sembrava stesse perdendo quota velocemente come se fosse stato coinvolto in un incidente.

Una volta avvicinatosi presso i testimoni, l’oggetto sembrò non avere le ali. Secondo Smith, l’oggetto per qualche secondo venne occultato da alcuni alberi, poi riapparve librandosi nel cielo aperto e “rilasciando un qualcosa di ancor più piccole dimensioni che cadde verso terra“.
Scattò due foto e, sia Smith che gli altri due suoi amici, giurarono che in zona non ci fossero altre persone e che non si trattò di uno scherzo.

L’oggetto, secondo le loro stime, era di forma circolare, lucido e largo circa 8 metri.

Il dottor Joseph Allen Hynek, facendo un sopralluogo in zona con Smith per le opportune indagini, non riscontrò alcuna evidenza di un falso.

Fin qui il caso. Tutto chiuso? Non direi. Innanzitutto una dovizia di particolari (dimensioni, altezza, distanza, forma) per un’avvistamento che, a quanto pare, sia durato pochi minuti lascia al quanto perplessi. Inoltre, possibile che una prova materiale dell’avvistamento non sia stata riscontrata con le “field investigations”? Mi riferisco a quando Smith parla della caduta di un oggetto di piccole dimensioni dal presunto UFO principale. E poi le foto.

Prendendo in esame il fatto che un’analisi tecnica definitiva debba essere fatta con l’originale, a prima vista l’UFO fotografato (in due istantanee e in due forme differenti) sembra un qualcosa di facilmente identificabile al giorno d’oggi.

Per dare un esempio esaustivo al concetto proposto, allego di seguito una immagine di un presunto UFO fotografato il 7 maggio 2013 a Santee (California).

UFO Santee

A prima vista sembrerebbe un classico disco volante, ma in realtà si tratta di un volatile che ha prodotto ciò che in ufologia viene definito “effetto Blurfo”. (Per maggior informazione sul caso IFO in questione leggere qui).

Ora, facciamo (almeno a livello visivo) un paragone con il Blurfo californiano e il presunto UFO di Calgary del 1967. Cosa notate? Tranne piccole e ininfluenti differenze, l’effetto sembra identico.

UFO Calgary 1 raffronto

Ma c’è anche, come affermato in precedenza, una seconda fotografia che mostra lo stesso presunto UFO con una differente morfologia.

Anche in questo caso ci viene in aiuto un’altra immagine e che presenta un presunto UFO, in realtà con ogni probabilità un altro Blurfo, immortalato a Sondrio in data non specificata.

UFO Sondrio 1

Ora se prendiamo l’ingrandimento di questo “oggetto” e lo mettiamo a paragone con quello immortalato nella seconda fotografia scattata da Warren Smith il 3 luglio 1967 noteremo anche qui una somiglianza inquietante.

UFO Calgary 2 raffronto

Tutto spiegato quindi? Ribadendo ancora una volta la necessità di analisi precise su pellicola originale, appare curioso che il presunto UFO di Calgary del 1967 abbia sospette somiglianze con casi IFO spacciati per genuini UFO.

Quante altre foto di classici UFO scattate nel passato potrebbero avere spiegazioni simili? Sospetto che la percentuale non sia minima.

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Discussione

2 pensieri su “Una nuova interpretazione per il “caso Calgary” del 1967

  1. come sempre massimo rispetto dell’ indagine, per le prove, per i particolari.

    Bravo Antonio!

    Pubblicato da PhotoBuster | 11 settembre 2014, 10:48 am

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