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Vladimiro Bibolotti commenta il caso dei coniugi Hill

La notizia apparsa recentemente su questo blog della possibile spiegazione razionale dei casi di presunti “rapimenti alieni”, in particolar modo quello dei coniugi Barney e Betty Hill, che sarebbero dovuti a ‘risvegli accidentali dei pazienti duranti operazioni chirurgiche generali’, ha causato – come ovvio che sia – un fiume di opinioni e autorevoli commenti da parte di ricercatori ufologici di mezzo mondo. E mentre Paolo Fiorino del CISU (Centro Italiano Studi Ufologici) parla di, riferendosi alla teoria del ‘risveglio intraoperatorio’, tesi “pararazionale”, Vladimiro Bibolotti presidente del CUN (Centro Ufologico Nazionale) commenta così:

Prima di esaminare il caso Hill nello specifico, al fine di insinuare da principio un dubbio in chi fosse portato a relegare la vicenda nel campo delle fantasticherie, è necessario precisare subito come dal rapporto N. 100-1-611, redatto dal Maggiore Paul W. Henderson del 100th Bomb Wing Strategic Command della Pease Air Force Base, emerga un dettaglio di importanza centrale: l’oggetto visto dai coniugi Hill era stato segnalato anche dai radar militari. Qualunque sia l’opinione che ci si potrà formare a seguito di quanto stiamo per esporre, questo dato dovrà rimanere sempre a mente, poiché esso mostra come effettivamente quel giorno un oggetto volante non identificato si trovasse in zona.

I coniugi Hill stavano percorrendo in automobile la Route 3 a sud di Lincoln, New Hampshire, quando notarono dal parabrezza un oggetto brillante in lontananza che si muoveva in cielo verso nord con un angolo di circa 45 gradi dal loro punto di osservazione: il cielo era sereno e l’oggetto aveva una luminosità molto maggiore di qualsiasi stella. Incuriositi, fermarono la vettura per guardarlo attraverso un binocolo: era enorme, di una grandezza – come avrebbe detto in seguito il signor Hill – paragonabile alla distanza tra tre pali telefonici lungo la strada. A quel punto, l’oggetto in un primo momento cambiò repentinamente direzione dirigendosi verso sud, poi si fermò a mezz’aria e gli Hill poterono osservarlo meglio: aveva una forma a frittella con ali sulle cui estremità vi erano due luci di colore rosso.

L’oggetto incominciò ad abbassarsi in direzione della loro automobile, portandosi, in assoluto silenzio e con un movimento ondulatorio, dall’altra parte della strada sopra un campo a una trentina di metri di distanza. Pur colto da forte paura, il signor Hill raccontò che, per motivi a lui ignoti, si ritrovò ad attraversare la strada e a dirigersi verso l’apparecchio misterioso, giungendo a una ventina di metri da esso. Fu così che riuscì a notare come l’oggetto avesse due sporgenze a forma di pinna che si abbassavano vieppiù e una fila luminescente di finestrini tutt’intorno al perimetro del velivolo.

Tuttavia, l’elemento forse più intrigante della vicenda è costituito da una mappa che uno degli alieni, mostrò a Betty Hill: ella la riprodusse in stato post-ipnotico e raccontò che le fu comunicato che le linee rappresentavano rotte astronautiche.

Un anno dopo questa vicenda, il New York Times riportava la notizia della scoperta, nella costellazione di Pegaso, di un oggetto astronomico ignoto, denominato CTA-102, che, secondo alcuni radioastronomi, avrebbe potuto essere artificiale: la somiglianza tra le mappe era fortissima. Zeta Reticuli

Parallelamente a questo, un’insegnante dell’Ohio, Marjorie Fish, incuriosita dalla mappa della Hill, fece una accurata ricerca allo scopo di verificare, in un raggio di 10 parsec intorno al sole, quale sistema solare potesse presentare forme di vita. Dopo aver costruito un modello tridimensionale, partendo dal presupposto che la mappa mostrasse una porzione di cielo visibile dal pianeta d’origine dei visitatori, la Fish giunse alla conclusione che il luogo donde essi provenivano doveva trovarsi nei pressi di Zeta Reticuli, a 37 anni luce da noi.

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Discussione

2 pensieri su “Vladimiro Bibolotti commenta il caso dei coniugi Hill

  1. Ennesimo attacco ai casi storici, dopo Roswell, Zamora, Rendlesham, Phoenix, Belgio o per restare in Italia Sturno.
    Peccato che le critiche si basino sulle chiacchere; e mai una prova certa..

    Pubblicato da Pietro | 18 novembre 2014, 12:24 pm
  2. Concordo, (come postato nel precedente articolo).
    Purtroppo credo che l’occasione sia sfuggita, per occasione intendo un periodo storico che va dal 1970 agli anni 90. A quei tempi c’era piu’ interesse “accademico” anche se in una ristretta cerchia, e il fenomeno seppur “tabu” interessava piu’ seriamente le masse.
    Purtroppo negli anni a seguire il fenomeno e’ stato fagocitato dalla tv generalista,finendo immancabilmente nel tritacarne della tv spazzatura (tutta in toto).
    Il messaggio e’ l’occasione e’ andata perduta, la tv e i media in generale,ora riportano sulla materia qualsiasi cosa,banalizzando generalizzando,ironizzando su tutto, va bene anche un palese palloncino giusto per fare 5 minuti di odience in piu’…..e poi tanti saluti.
    Insomma la cosa e’ diventata un fenomeno da baraccone,dove passa di tutto.
    Il mio parere e’ che una “finestra valida” anche per il primo contatto di massa ormai e’ finita in pezzi, sia per noi che per gli alieni (semmai abbiano avuto questo intento).
    Dai 16 ai 40 anni ho avuto un vero amore per il fenomeno credo di aver letto tutti i libri in materia,e postato migliaia di interventi su internet ma da 5 anni a questa parte non me ne interesso piu’ per troppa amarezza, troppa superficialita’,troppe burle,troppa immaturita’ e mencanza di curiosita’ da parte degli interlocutori.
    Ormai e’ tutto un “ma tu ce l’hai un pezzo di dna dell’alieno come prova ? un pezzo dell’astronave ? se no taci” Come no, che pezzo preferisci ? petto o coscia ? ti va bene come pezzo la poltrona del capitano dell’astronave ?.
    Insomma non se ne esce piu’.
    Io ci ho rinunciato, e mi tengo le mie personali idee e verita’ senza piu’ cercare di postare creare articoli ecc
    Ammiro Antonio De Comite per la pazienza e perseveranza, sinceramente non so dove trovi ancora pazienza e tempo.
    Con sconforto devo rispondere a me stesso “siamo pronti per un incontro con civilta’ extraterresti ?”
    “Assolutamente NO ! ” non per crisi culturale o crollo delle istituzioni, ma per incapacita’ di perceperne le potenzialita’,e assoluta stupidita mediatica.
    Insomma se domani gli alieni sbarcassero alla casa bianca la prima domanda dei giornalisti sarebbe
    “ma gli alieni come fanno l’amore ?” “usate le minigonne ?” “fate la pipi’ ?” “ci sono squadre di calcio su k-pax?” “vi piace vestire alla moda ? conoscete qualche marchio terrestre che vi piace?”
    NO! meglio aspettare ancora un pochino…..circa un 500-1000 anni e la fine della TV e dei “giornalisti”.

    Pubblicato da Daniele | 19 novembre 2014, 12:12 am

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