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Tentativo di censura sui “Vimana” in India

Secondo un controverso documento che è stato presentato al 102esimo Congresso di Scienze Indiano tenutosi a Mumbai ed organizzato dall’Università di Mumbai ad inizio gennaio 2015, gli antichi abitanti dell’India avevano imparato – migliaia di anni prima dei fratelli Wright – come volare.

La tesi è stata proposta dal capitano Anad Bodas e Ameya Jadhav, i quali hanno affermato che l’antica aviazione indiana fosse più avanzata della tecnologia odierna. “La conoscenza dell’aeronautica“, affermano, “è descritta in sanscrito in 100 sezioni, otto capitoli, 500 norme e 3.000 versi. A tutt’oggi, solo 100 norme sono disponibili“.

Bodas ha inoltre affermato che Maharishi Bharadwaj (autore del libro “Tutto sulle Macchine”) parlava che circa 7.000 anni faaeroplani viaggiavano da un paese all’altro, da un continente ad un altro e da un pianeta ad un altro, menzionando 97 libri di riferimento per l’aviazione“.

Sopra Ram Prasad Gandhiraman

Sopra Ram Prasad Gandhiraman

La relazione dei due ricercatori, dal titolo “Ancient Indian Aviation Technology“, ha causato, come prevedibile, una forte polemica tra gli scienziati di tutto il mondo che hanno, perfino, fatto una petizione, voluta dallo scienziato dell’Ames Research Centre NASA in California, Ram Prasad Gandhiraman, che ha raccolto l’adesione di 220 scienziati e accademici con un solo scopo, nel tentativo di far annullare, la relazione perché, secondo l’ideatore della petizione, “mette in discussione l’integrità del processo scientifico. Risulta davvero ‘terrificante‘ che una così prestigiosa conferenza scientifica fornisca un palco per i discorsi pseudo-scientifici. Noi, come comunità scientifica dovremmo seriamente essere preoccupati per l’infiltrazione della pseudo-scienza nel curricula scientifico con il sostegno di influenti partiti politici. Fornire un palco scientifico per un discorso pseudo-scientifico è peggio di un attacco sistematico realizzato nel recente passato da potenti propagandisti politici pseudo-scientifici. Se noi scienziati rimanessimo passivi, noi tradiremmo non solo la scienza, ma anche i nostri figli“.

Però questo tentativo di censura accademica non ha avuto l’esito che speravano. Infatti il professor Gauri Mahulikar, capo del Dipartimento di Sanscrito dell’Università di Mumbai e coordinatore della sessione, ha affermato che questa è la prima volta che il Congresso di Scienze Indiano ha tenuto un simposio sull’antica scienza indiana vista attraverso la letteratura sanscrita, e dove “se avessimo scelto professori di sanscrito per parlare dei riferimenti alla tecnologia aeronautica nella letteratura sanscrita, che include informazioni su come creare gli aerei, il cifrario delle divise e la dieta dei piloti, i sette tipi di carburanti utilizzati, la gente ci avrebbe respinto, ma il capitano Anad Bodas è…lui stesso un pilota, e il suo co-presentatore Ameya Jadhav ha conseguito una laurea al MTEch indiano e un Master in Sanscrito“.

Come diceva Voltaire, “non condivido la tua idea, ma darei la vita perché tu la possa esprimere“.

Nell’immagine di apertura articolo il Primo Ministro dell’India Narendra Modi che porta i saluti agli intervenuti del 102esimo Congresso di Scienze Indiano.

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