//
stai leggendo...
Esobiologia

Estinzione umana se si inviano messaggi agli extraterrestri

Un piano per irradiare potenti messaggi radio per possibili civiltà aliene su pianeti lontani ha causato il terrore tra alcuni scienziati i quali credono che ciò potrebbe significare la condanna a morte per l’umanità sulla Terra.

Figure protagoniste dietro gli oltre 50 anni del SETI (Search for Extraterrestrial Intelligence), che utilizza i radiotelescopi per ascoltare passivamente i segnali artificiali provenienti dallo spazio, hanno ora proposto una forma “attiva” di ricerca conosciuta come METI (Messages to Extraterrestrial Intelligence). Questi segnali saranno rivolti in quelle parti di galassia dove possono esistere pianeti e la vita simili alla Terra, in base al crescente numero di “esopianeti” al di là del nostro sistema solare individuati dal telescopio spaziale Kepler, che ne includono molti nella cosiddetta “zona abitabile” di una stella.

Tuttavia, i critici affermano che la proposta tradisce i principi fondanti del SETI, che sono quelli di ascoltare, piuttosto che trasmettere. Essi temono che l’invio di segnali che certificano la nostra esistenza potrebbe portare a visite di extraterrestri malevoli e intenzionati a fare del male agli esseri umani.

Inoltre i critici sostengono che questi piani sono stati formulati da un affiatato gruppo di appassionati del SETI che non ha consultato il più vasto pubblico e che è personalmente frustrato sul fatto che mezzo secolo di ricerca passiva per rilevare segnali di intelligenza extraterrestre non sia riuscita a dare i frutti sperati.

Un piccolo gruppo di radioastronomi del SETI ha rinunciato all’idea di consultazione internazionale prima che l’umanità compia lo sfacciato e irreversibile passo nel METI, acclamando la nostra presenza nel cosmo“, ha detto David Brin, scienziato spaziale e autore. “E’ davvero tutto bello se l’unico che sta rischiando fossi tu stesso, ma quando si impone che il rischio cada anche sui nostri figli e su tutta l’umanità del pianeta è davvero troppo chiedere se prima ne discutiamo?

David Brin non è il solo a preoccuparsi. Il professor Stephen Hawking, cosmologo di Cambridge, ha già avvertito nel 2010 che gli esseri umani dovrebbero mantenersi il più possibile in silenzio, perché civiltà aliene potrebbero essere attratte dalla Terra ed avere la tecnologia per viaggiare qui da noi e sfruttare le risorse del pianeta. Dichiarò: “Se gli alieni ci visitassero, il risultato sarebbe molto simile a quello di Cristoforo Colombo quando sbarcò in America, e che non fu una bella vicenda per i Nativi Americani“.

Oggi, in occasione della riunione annuale della American Association for the Advancement of Science, il dottor Brin condividerà il palco con Seth Shostak e Douglas Vokoch, del SETI Institute in California, che saranno i fautori dell’irradiazione dei primi messaggi per civiltà aliene con tecnologie abbastanza sofisticate per rilevare e decifrare i segnali.

Il dottor Vokoch afferma: “Con la recente individuazione di pianeti simili alla Terra in zone abitabili di altre stelle, abbiamo bersagli naturali per tali progetti di trasmissione. Qualcuno potrebbe sostenere che dovremmo evitare a tutti i costi di inviare potenti trasmissioni per paura di una invasione aliena. Se questa mentalità dovesse diventare radicata, sarebbe il segnale di una visione guardinga e isolazionista dell’umanità, che evita l’esplorazione, cercando di minimizzare il rischio a tutti i costi“.

Le grandi distanze dello spazio stanno a significare che ci vorranno circa nove anni per inviare e ricevere un messaggio da una civiltà aliena, anche se esistesse nel sistema stellare più vicino, Alpha Centauri, che si trova a 4,4 anni luce di distanza.

Fuori da questo mondo: Cosa potremmo dire.

Le scelte più popolari per i messaggi da trasmettere agli alieni, come selezionato nel 2009 in un sondaggio del SETI Institute sono:

“Siamo esseri umani sul pianeta Terra”.

“Ciao e benvenuto”.

“Si prega di aiutarci”.

“La pace, l’amore e l’amicizia”.

“Trasmettere idee matematiche e espressioni binarie”.

“Ci sentiamo soli e abbiamo paura, soprattutto a causa della nostra propensione per la violenza”.

“I nostri dei e religioni sono influenti nelle nostre vite”.

“Riconosciamo i nostri patrimoni culturali e le civiltà che producono ciò”.

 

Fonte (link)

Annunci

Discussione

Non c'è ancora nessun commento.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Archivi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: