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E questo sarebbe l’alieno di Roswell?

Il giorno 5 maggio 2015 si è tenuto un evento mediatico che, nelle intenzioni degli organizzatori, doveva “cambiare la storia” come noi la conosciamo: la “certificazione” della presenza aliena sulla Terra, con le fotografie inedite dei corpi degli extraterrestri precipitati a Roswell (New Mexico) nel 1947 del ventesimo secolo.

Jaime Maussan, giornalista messicano ed ufologo, era così certo di ciò che ha fatto in modo di organizzare, oltre una convention con esoso prezzo di ingresso per circa 10.000 persone, una diretta streaming (ne avevamo parlato qui) dell’evento. E quali sarebbero stati i risultati?

Non positivi per Maussan.

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La foto del presunto extraterrestre non convince. E’ vero ci sarebbe la “certificazione” della Kodak che attesterebbe che l’immagine risalirebbe al periodo compreso tra il 1947 al 1949, ma non basta, ci vuole ben altro per convincerci che quella diapositiva immortali i “veri” alieni caduti a Roswell nel 1947. Una di queste prove poteva essere, tanto per fare un esempio, un certificato autentico dei medici della base dove sarebbero stati esaminati i cadaveri “extraterrestri”, che attesti per davvero la loro natura non “umana”, e che necessariamente non riguardino le fattezze di un umanoide, perché essa, da sola, non dimostrerebbe un bel nulla, basti pensare alle pratiche di mummificazione, il “rigor mortis” o una ricostruzione che possono trarre in inganno più di quanto sembra, anche sedicenti esperti.

Ma a quanto pare così non è stato.

Inoltre se si guarda bene l’immagine, si nota – oltre all’immagine riflessa di una donna, con un braccio di camicia maschile evidente, tanto da far pensare ad una doppia esposizione tra vetrate – un altro elemento sospetto che potrebbe corroborare la tesi che si tratti di qualcosa di mummificato: una testa di una presunta scimmia.

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Come sappiamo, le scimmie, assieme a gatti, cani, ibis, gazzelle, falchi e coccodrilli, erano animali sacri e soggetti anche loro a mummificazione. Questo elemento ulteriore potrebbe far sospettare ancora di più che si tratta di foto autentiche, ma scattate all’interno di qualche museo? Sì, come vedremo di seguito. A compendio di questa ipotesi, un esempio di testa di scimmia mummificata, che confrontata con la foto del “Roswell Slide” ha una ragguardevole somiglianza, soprattutto (ma non solo) nella parte occipitale-parietale e frontale (muso).

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Anche per la foto del presunto “alieno” ci sono grossi sospetti che si tratti di una mummia di un bambino fotografata all’interno di un museo, e precisamente nel Wistar Museum (Philadelpia) negli anni 50 del ventesimo secolo.

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Grazie a queste immagini, divulgate dal ricercatore UFO statunitense Curt Collins, si può dimostrare, confrontandole con l’immagine del presunto “alieno” di Roswell divulgata il 5 maggio 2015 da Jaime Maussan, che sono la stessa cosa, seppur con angolazioni diverse, soprattutto il capo riverso a destra del corpo.

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Per non parlare poi delle travi forate che mantengono le vetrate del museo, identiche a quelle del presunto alieno di Roswell. Troppe coincidenze che indicano che il corpo noi sia un extraterrestre.

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E ora dove si trova questo corpo? Fino al 1956 era nel Wistar Museum, ora si trova presso il museo dello Smithsonian Institute: ha il capo in linea simmetrica con il corpo. E la scimmia? Si sa benissimo che quando si fanno spostamenti, i reperti vengono posizionati in altri posti, quindi è probabile che questa “testa mummificata” sia diventato un reperto “nomade” in vari momenti della storia tra musei.

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Alcuni ricercatori affermano però che ciò non spiegherebbe come mai gli arti, come mani e piedi, siano così strani. Il problema della “stranezza” nasce anche dal fatto del non conoscere che i reperti mummificati di grandezze “anomale” sono una comune routine nella mummificazione, basti pensare a come venivano fasciati e le modificazioni del corpo dovuti agli effetti del dopo morte. Un esempio è la foto successiva che mostra arti di mani e piedi umani mummificati in una immagine scattata presso il Niagara Falls Museum nel 1989.

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Queste non prove provocheranno la morte definitiva dell’ufologia? No, l’ufologia continuerà ad esistere, a ricercare una verità che fino ad ora stenta ad essere rivelata, qualunque essa sia, ma molti personaggi dovrebbero uscire di fretta di scena, per il bene della sana ufologia. E, purtroppo, uno di questi è proprio Maussan.

Tanto rumore per nulla.

(L’immagine del presunto “alieno” presentato il 5 maggio 2015 a Città del Messico è stata prelevata dal sito Coast to Coast am).

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