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ARTICOLI, Documenti, UFO e militari

Gli UFO, la sicurezza nazionale e la guerra in Vietnam

Gli addetti ai lavori conoscono il cosiddetto “Bolender Memo“, documento datato 20 ottobre 1969 e che arrivò nelle mani del ricercatore americano e fisico nucleare Stanton Friedman nel gennaio 1979, tramite Robert Todd, attraverso una richiesta fatta agli organi governativi tramite il FOIA americano, la legge alla libertà di informazione.

Questa opportunità senza precedenti ha concesso a molti cittadini contribuenti la possibilità di richiedere vario materiale, riguardanti varie tematiche, che non influisce alla “sicurezza nazionale” di un Paese.

Un materiale facente parte di queste richieste è il già citato “Bolender Memo”, che prende questo nome per via del sottoscrittore del documento, il generale USAF (United States Air Force) e vice direttore del DCS/ Research & Development, Caroll H. Bolender. Il firmatario di questo documento consiglia la chiusura “ufficiale” del Project Blue Book gestito da funzionari della USAF, ma – aspetto molto interessante e allo stesso tempo importante – obbliga che “i rapporti di oggetti volanti non identificati che possono influire sulla sicurezza nazionale e che sono realizzati in conformità del JANAP 146 e il Manuale dell’Air Force 55-11″ non facciano parte del Blue Book.

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Come si evince quindi da questa frase estrapolata dal documento e che non ha bisogno di interpretazioni, i rapporti UFO provenienti da equipaggi di terra, oppure presenti su aerei e navi, civili e militari, debbano essere esclusi e non apparire nei documenti del Blue Book il quale, dando ragione ad alcuni ricercatori UFO, è stato un progetto “specchietto per le allodole” dato in pasto all’opinione pubblica, e che i relativi 701 casi risultanti archiviati come “non identificati” erano di conseguenza meno importanti di quello che hanno voluto far credere e che molti, per i motivi di cui sopra, hanno preso “altre strade”. Ma quali?

Nel problema UFO continua, seppur ufficiosamente, ad essere coinvolta, tra i vari enti, ancora l’aeronautica militare statunitense, ma con quale mansione? Ancora amministrativa e statistica? E inoltre, con quale dipartimento? Con quale “nuovo progetto”? Al momento non è dato sapere, ma mentre ufficialmente la USAF chiuse il Blue Book il 17 dicembre 1968, anche se alcuni ricercatori parlano invece del 30 gennaio 1970, il fenomeno UFO non è mai calato, anzi l’aumento esponenziale delle segnalazioni, anche autorevoli, è continuato subito dopo.

Uno degli ultimi casi eclatanti di cui si ha notizia, coinvolse dei soldati in Vietnam, e non sono mai apparsi nei carteggi “ufficiali” del Blue Book per evidenti problemi inerenti la sicurezza nazionale. I rapporti, fatti conoscere dal ricercatore statunitense Barry Greenwood, sono stati trovati girovagando in Rete in siti militari, apparentemente senza connessione alcuna con gli oggetti volanti non identificati.

Il sito internet, che a sorpresa ha rivelato invece l’opposto di ciò che si pensava, si chiama “1-14th” ed è gestito da veterani che hanno partecipato a varie missioni di guerra, soprattutto quella riguardante la guerra del Vietnam.

Questi combattenti, che facevano parte del 1° Battaglione/14° Reggimento di Fanteria, hanno postato molti documenti che vanno da semplici ricordi, fino a terminare con foto, video e manoscritti. Tra questi, i relativi diari di missione e servizi che giornalmente scrivevano. Molti riguardano note dove si possono leggere gli orrori, le fatiche e la confusione che regnavano tra i soldati dell’esercito americano negli Altopiani centrali del Sud del Vietnam.

UFO Vietnam

Ma il diario del 13 gennaio 1969, e quello successivo del 14, descrive, minuziosamente, la presenza di “ospiti non invitati” tra i soldati.

Tutto, come si diceva sopra, inizia il 13 gennaio 1969. Poco dopo le ore 01:00 di notte, sui radar appare un “bogey” (in gergo militare un velivolo non identificato). Questo intruso, da quello che viene descritto sul documento, effettua “due atterraggi”, nell’arco di circa 1 ora. Nel rapporto stenografato, oltre a minuziose descrizioni fatte dai testimoni oculari, si parla espressamente di UFO.

Data la situazione apertamente “ostile”, un gruppo di soldati – si legge sempre nel rapporto – aprì il fuoco, a più riprese, contro questo UFO con una obice di 105 mm. Nessun dettaglio approfondito sui risultati del fuoco di artiglieria, ma al momento del fare fuoco l’UFO scomparve, per riapparire circa dopo mezz’ora e per poi scomparire definitivamente sotto gli occhi perplessi dei soldati.

Il 1° Battaglione/14° Reggimento di Fanteria decide all’alba di andare sul posto dove sono stati lanciati i colpi di artiglieria, ma non trovarono alcun elemento “anomalo”. Sembrava tutto finito, ma poco prima della mezzanotte sul radar appare, per circa 10 minuti, un altro UFO.

Il giorno successivo, 14 gennaio 1969, gli avvistamenti sono numerosi, sia radar che visuali. Dalla mezzanotte alle ore 02:30 del mattino si legge di “quattro atterraggi” e di una interferenza elettrica nella zona. I testimoni oculari parlano di oggetti di colore rosso. Quattro giorni dopo, analisi ulteriori sul posto non hanno prodotto risultati utili per spiegare l’accaduto.

UFO Vietnam a 13 gennaio 1969

UFO Vietnam a 14 gennaio 1969

Sopra alcune pagine dei diari del 13 e 14 gennaio 1969

I diari, che portano la firma del maggiore Graham W. George, sono stati resi pubblici dopo 17 anni dall’accaduto, tramite il FOIA, ma praticamente ignoti alla comunità ufologica.

Quello descritto sopra, quindi, ha tutti i crismi di un caso che influenza la sicurezza nazionale, ma che è “sfuggito”, come è successo per alcuni altri, alla censura di Stato. La convinzione è quella che ci siano altri casi importanti di questo tipo, il problema però, visto la latitanza colpevole di molti enti influenti, è quello di agire come se ci trovassimo all’interno di un terreno cosparso di minuscoli granelli di sabbia. Quale sarà quello giusto, oltre a quello citato in questo articolo?

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