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In quale lingua comunicheremmo con gli extraterrestri?

L’idea di un possibile contatto con gli extraterrestri ha sempre suscitato l’immaginazione degli esseri umani. Ma nel caso in cui riuscissimo a contattarli, sorge una domanda basilare: come comunicheremo con gli alieni? Secondo la rivista ‘Live Science‘, i linguisti svolgeranno un ruolo essenziale nel processo di comunicazione con gli abitanti di altri pianeti.

La sfida di comunicare o di apprendere un nuovo idioma si complica in modo significativo, se non esiste un linguaggio intermediario tra gli interlocutori, come accadrebbe nel caso degli extraterrestri. Tuttavia, Daniel Everett, un linguista della Bentley University, nel Massachusetts, ha dichiarato che ci sono scienziati che sono molto esperti in questo settore.

Everett ha trascorso 30 anni in Amazzonia studiando la lingua dei Pirahã, parlata dagli abitanti di alcuni villaggi in Brasile. È una lingua isolata, senza connessione con nessun altro idioma attuale. Questo linguaggio è diventato famoso nel mondo scientifico per le sue caratteristiche uniche: nella lingua Pirahã mancano i numeri, i concetti di parentela, di tempo o di astrazione. Inoltre, gli abitanti che parlano la lingua Pirahã non conoscono e parlano altra lingua. “L’unico modo per imparare la loro lingua“, ha spiegato Everett, “è stato quello di mostrare a un Pirahã un oggettoad esempio un bastone o una pietrae attendere il nome dell’oggetto nella loro lingua“, spiega Everett.

Secondo Everett, i linguisti che hanno esperienza nel campo degli studi monolingui sono in grado di decifrare le caratteristiche di base di una lingua sconosciuta in una o due ore di interazione. Ma per capire meglio la lingua, quanto meno una idea di base su un vocabolario, viene richiesta la conoscenza della cultura, afferma Everett. “Sono presenti tutte le tipologie di interpretazioni culturali, in modo che qualsiasi conversazione senza un linguaggio intermediario risulti molto difficile“.

Molti linguisti concordano con il fatto che tutti gli esseri umani hanno la capacità cognitiva di determinare le strutture linguistiche (basti pensare a un neonato che può imparare qualsiasi lingua). “L’unico ostacolo“, afferma Karen Rice, una linguista della Università di Toronto, Canada, “può verificarsi se le caratteristiche che riteniamo comuni per tutte le lingueubicate ad esempio nel tempo e nello spaziosono drasticamente differenti e l’idioma umano non può commisurare un punto di partenza“.

Un altro problema che potrebbe verificarsi nella comunicazione tra gli umani e gli extraterrestri, secondo Everett, è il modo di trasmettere il messaggio. “Gli esseri umani comunicano attraverso la vista, l’udito e il tatto“, spiega Everett, “sarà difficile immaginare un linguaggio che potrebbe essere percepito come un sapore, ma chi lo sa?“.

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