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ARTICOLI, CASISTICA MONDIALE

“Padelle d’argento” in volo e in formazione in Emilia Romagna nel 1947?

Il caso non sarà importante e classico come quelli avvenuti in quel periodo in varie parti del mondo, ma è estremamente significativo dal punto di vista storico e di studio, in quanto sarebbe il primo caso di avvistamento in italia, riportato dal punto di vista mediatico da un organo di stampa. Ci riferiamo al caso di un avvistamento avvenuto nel luglio 1947, coinvolgente alcuni pastorelli ignoranti in tema di dischi volanti, e che fu pubblicato dal quotidiano “Reggio Democratica” il giorno 13 luglio 1947.

Pubblichiamo qui il testo integrale di quell’avvistamento, avvenuto a Castelnuovo ne’ Monti, piccolo comune in provincia di Reggio Emilia:

Una notizia sensazionale, rivelata con la più candida innocenza da due ragazzi è quella riferita ieri da un villeggiante recatosi in breve escursione sul Monte Castelnuovo. Qui il villeggiante, nota persona di Reggio Emilia, aveva sorpreso un’animata discussione dei due ragazzi intenti a condurre al pascolo un modesto gregge. “Tonin“, diceva uno, “le ha viste come le ho viste io, parevano padelle d’argento lucide, che prendevano la vista, erano in fila e si sentiva fischiare in cielo“.

L’altro rimbeccava: “Ma io ero dall’altra parte e non ho visto niente e non ho sentito fischiare“. Il villeggiante, che aveva seguito le notizie vere o fantastiche sui famosi “piatti volanti” si avvicinava allora ai ragazzi, due pastorelli, di una quindicina d’anni e li interrogava a fondo.

Il più prestante, Mario, garantiva di aver osservato a grande altezza, in cielo, susseguirsi, uno dietro l’altro, in grande (…), dei grandi dischi lucenti, che egli chiamava “padelle d’argento“, dirigersi verso la Toscana. “Erano grandi come la luna d’Agosto” diceva vivacemente nel suo saporito dialetto e confermava ostinatamente di aver sentito come un lungo sibilo. Il passaggio dei dischi sarebbe durato qualche minuto.

La prima pagina di "Reggio Democratica" del 13 luglio 1947.

La prima pagina di “Reggio Democratica” del 13 luglio 1947.

Il villeggiante sentì anche l’altro ragazzo, che smentiva categoricamente la cosa, perché anche lui era poco distante dal pastorello e da “Tonin”, però ammetteva di aver schiacciato un pisolino nella mattinata. Sempre più interessato dalla faccenda, il reggiano cercò di rintracciare “Tonin”, un pastore descritto come alto forte di una quarantina d’anni, ma i ragazzi gli dissero che abitava dalle parti di Vel (…) e quindi tentare di raggiungerlo era cosa impossibile. Chiese però nei dintorni e più tardi rintracciò ancora i due ragazzi e a Mario diede anche una lavata di capo, ma il ragazzo di dimostrò irremovibile nella sua versione. Aggiunse che erano sdraiati sull’erba, supini, tanto lui, come il pastore, e chiacchieravano del più e del meno. Si accorse “Tonin” per primo e lui rimase meravigliato dal fenomeno, ma non credeva che la cosa potesse tanto interessare “il signor forestiero”.

Questi provò anche a dirgli che forse aveva fissato il sole e allora chiudendo e aprendo gli occhi è facile vedere dischi luminoso, ma il ragazzo rispose che non è “mica stupido a guardare il sole perché la Caterina è diventata cieca“, ha aggiunto anche che il leggero e lungo “fischio” non era opera del vento.

Insomma non c’è stato nulla da fare. Il pastorello è rimasto con la sua convinzione ed ha continuato il cammino col suo magro gregge, mentre il turista occasionale, rientrato a Castelnovomonti stanco morto con il dubbio atroce, ha parlato solo con un medico e con noi della faccenda. Non diciamo il suo nome, si è tanto raccomandato, anche perché se il fatto fosse vero avrebbe grande importanza e sarebbe certo di dover perdere altro tempo e compromettere quel riposo ordinatogli dall’amico medico, fra la quiete dei nostri mondi.

E’ indubbio però che il pastorello di dischi volanti non ne aveva mai sentito parlare e che non legge giornali; sembra che sia sceso a Castelnovo Monti centro solo due o tre volte nella sua vita.

E allora cosa avrà visto questo ragazzo così insistente anche in contraddittorio col suo coetaneo? Intanto ci viene riferito che il dott. Piero Moretti residente a S. Giorgio di Val Brona, presso il lago di Como, per molti anni pilota di caccia, scorgeva degli ordigni luminosi a forma di piattelli, in formazione trapezoidale, volteggiare per il cielo.

Due cose sono certe: che i dischi volanti non sono mai stati visti in fila indiana e che oggi Castelnuovomonti sarà messa in rumore e molti scruteranno il cielo: se sono passati, ripasseranno, altrimenti per la tranquillità del villeggiante, dovremo concludere che si trattò di un parto di fantasia.

Link (Biblioteca Digitale Reggiana)

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