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ARTICOLI, Misteri

Le nuvole esagonali e il mistero del Triangolo delle Bermuda

Uno dei più grandi misteri del nostro pianeta è quello che riguarda il cosiddetto Triangolo delle Bermuda, una ipotetica area posizionata nell’Oceano Atlantico settentrionale, i cui presunti vertici collegherebbero la costa meridionale dell’arcipelago delle Bermuda, quella più occidentale dell’isola di Porto Rico e quella più a sud della penisola della Florida.

Questo ipotetico triangolo è divenuto famoso negli anni per la scomparsa misteriosa, non solo di navi, ma anche di interi battaglioni aerei. Le ipotesi si sono sprecate per spiegare il perché di queste enigmatiche sparizioni, e tra le tante non mancano quella di presenza di UFO (Unidentified Flying Objects), USO (Unidentified Submerged Objects), alterazioni magnetiche, oppure mini buchi bianchi nell’oceano che avrebbero funzioni di “portali” per altre dimensioni spazio-temporali.

L’ultima ipotesi che risolverebbe il mistero di quel tratto di oceano è quella riguardante la scoperta di strane “nuvole esagonali”, fenomeni naturali rari, nuvole “chiuse” originate da correnti ascensionali e discendenti.

Queste nubi creerebbero vere e proprie “bombe d’acqua” di oltre 270 chilometri orari, capaci di portare via con se qualsiasi cosa, provocando anche delle onde alte oltre 13 metri lanciate contro l’oceano.

La presunta soluzione del mistero, proposta dal dottor Randy Cerveny (Arizona University) e dal meteorologo Steve Miller (Colorado University) per “Science Channel”, ha trovato frettolosi consensi da parte di molti scienziati, felici di togliersi questo fardello dalle proprie mani.

Ma è davvero risolto il mistero? Non proprio.

Mentre la stragrande maggioranza della stampa riporta, anche con titoli ad effetto, la presunta risoluzione dell’enigma, è proprio uno degli autori dello studio a ridimensionare la questione.

Il dottor Randy Cerveny, sorpreso sul come molte persone stessero già speculando sulla risoluzione del problema, ha invece affermato che egli non abbia elaborato alcun nuovo studio, stava solo ipotizzando che alcune strane luci viste nel Triangolo delle Bermuda fossero state prodotte dai cosiddetti “downbursts”, concentrati di aria temporalesca decadente, creati da un modello a nido d’ape.

Cerveny ha così detto: Hanno fatto sembrare come se stavo facendo un grande passo avanti, o qualcosa del genere. Purtroppo (questo) non è il caso.

Il mistero quindi del Triangolo delle Bermuda continua, come continua quello di una informazione giornalistica frettolosa e sin troppo disinformata.

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