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I ‘Lampi Radio Veloci’ potrebbero essere alimentati da sonde extraterrestri

Questa ricerca, che fu già fatta conoscere nel 2015, ha avuto il consenso per essere pubblicata su ‘arXiv‘ e su Astrophysical Journal Letters. E ora sul sito ufficiale del Center for Astrophysics dell’Harvard-Smithsonian.

Non c’è alcun dubbio che anche molti scienziati siano “presi” dall’ipotizzare che alcuni fenomeni, fino a qualche tempo fa ritenuti sì misteriosi, ma di origine naturale, siano invece da spiegare con un qualcosa prodotto da una intelligenza extraterrestre tecnologica avanzatissima.

Il cosiddetto “cambio di paradigma” in tema di extraterrestri riguarda ormai anche gli scienziati. Ecco di seguito il comunicato ufficiale del Center for Astrophysics dell’Harvard-Smithsonian.

Buona lettura.

La ricerca di una intelligenza extraterrestre ha focalizzato l’attenzione su molti segnali, dalle trasmissioni radio ai lampi laser, ma senza successo. Tuttavia, una recente ricerca pubblicata ipotizza che fenomeni misteriosi, denominati fast radio bursts (lampi radio veloci, FRB), potrebbero rappresentare la prova di una tecnologia extraterrestre avanzata. In particolare, queste esplosioni potrebbero rappresentare la fuga, da trasmettitori dalle dimensioni planetarie, di sonde interstellari, alimentate da un propulsore, verso galassie lontane.

I lampi radio veloci, data la loro breve durata e la loro origine da ricercare su grandi distanze, sono estremamente luminosi e non è possibile identificarli, in modo inequivocabile, con nessuna fonte naturale“, ha affermato il teorico Avi Loeb dello Harvard-Smithsonian Center for Astrophysics. “Vale la pena di verificare e pensare a una loro origine artificiale“.

Come denota il loro nome, i lampi radio veloci sono lampi di emissioni radio lunghi un millisecondo. Scoperti ufficialmente nel 2007, ne sono stati scoperti, non meno di una dozzina, da giganteschi radiotelescopi come quello del Parkes Observatory in Australia o quello dell’Osservatorio di Arecibo a Porto Rico. Si è quindi concluso che provengono da galassie lontane, a miliardi di anni luce di distanza.

Gli FRB hanno un’ampio segnale caratteristico, come mostrato nel riquadro sopra (fonte immagine David Kaplan & Evan Keane).

Loeb e il suo co-autore Manasvi Lingam (Harvard University) hanno esaminato la fattibilità della creazione di un trasmettitore radio abbastanza forte per essere rilevabile attraverso tali immense distanze. Essi hanno scoperto che, se il trasmettitore fosse ad energia solare, la luce solare che colpisce una superficie di un pianeta, il doppio delle dimensioni della Terra, sarebbe sufficiente per generare l’energia necessaria. Tale vasto progetto di costruzione va ben oltre la nostra tecnologia, ma all’interno del regno delle possibilità secondo le leggi conosciute della fisica.

Lingam e Loeb hanno anche considerato la possibilità se un tale trasmettitore fosse praticabile da un punto di vista ingegneristico, o se le tremende energie coinvolte potessero essere responsabili della fusione di una qualsiasi struttura sottostante. Ancora una volta, hanno scoperto che un dispositivo di raffreddamento ad acqua, dalle dimensioni doppie rispetto alla Terra, potrebbe resistere al calore.

Si sono poi chiesti, in primo luogo, del perché costruire un tale strumento. Essi hanno sostenuto che l’uso più plausibile di una tale energia potrebbe essere rappresentato da vele di luce interstellari. La quantità di energia coinvolta sarebbe sufficiente per spingere un carico utile di un milione di tonnellate, ovvero circa 20 volte le più grandi navi da crociera presenti sulla Terra.

Risulta essere quindi una quantità di energia abbastanza grande per il trasporto di viaggiatori che vivono attraverso distanze interstellari o anche intergalattiche“, ha aggiunto Lingam.

Per alimentare una vela di luce, il trasmettitore dovrebbe concentrare, su di esso, un raggio luminoso in modo continuo. Gli osservatori sulla Terra vedrebbero un breve lampo, perché la vela e il suo pianeta ospite, stelle e galassie sono tutti in movimento rispetto a noi. Di conseguenza, il fascio luminoso passa attraverso il cielo e risulta essere, per un istante, l’unico punto nella nostra direzione. Sono state osservate ripetute apparizioni di fasci di luce, che non possono essere spiegate con eventi catastrofici astrofisici, e potrebbero fornire importanti indizi circa la loro origine artificiale.

Loeb ammette che questo lavoro è solo una congettura. Alla domanda se crede davvero che qualsiasi lampo radio veloce sia addebitabile agli extraterrestri, Loeb risponde che, “La Scienza non è una questione di fede, è una questione di prove. La Scienza è decidere cosa è probabile prima che il tempo limiti le possibilità. Vale la pena di lanciare fuori delle idee e lasciare che i dati siano il solo giudice insindacabile“.

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